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La sicurezza stradale e gli spot del governo

Andrea Garbin avatar Martedì 31 Luglio 2007, 09:05 in giovani e politica di Andrea Garbin

Il ministero dei Trasporti - in collaborazione con la Struttura di comunicazione del Governo e con il patrocinio del Presidente della Repubblica - lancia una
campagna di comunicazione sulla sicurezza stradale che sarà ospitata da tutte le maggiori sicurezza stradaleemittenti radiofoniche nazionali. Si tratta di una campagna tutta particolare: i testimonial che prestano le loro voci sono, infatti, le massime autorità dello Stato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio,  Romano Prodi, ministri e leader politici.
Il senso del messaggio è il rispetto delle regole e la volontà del Governo di mettere
la sicurezza delle nostre strade tra le priorità della sua azione. La partecipazione alla campagna dei ministri e di alcuni esponenti
 dell'opposizione è la testimonianza di un atteggiamento di responsabilità condivisa
dal ceto politico. Ogni spot è centrato su ruolo o sulla riconoscibilità pubblica
del testimonial: il ministro Bersani, per es., accenna alle sue liberalizzazioni ("Liberalizzazione non vuol dire che ognuno può fare come gli pare");
il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro,  ricorda il suo passato di pubblico ministero ("Se ti comporti così, te lo meriti di andare in galera"),
 il ministro per l'Università e la ricerca, Fabio Mussi, cita Milan Kundera e le sue riflessioni.
 sulla lentezza, madre della memoria.

Voi pensate che questa campagna di spot sortisca qualche altro effetto che qualche battuta e scrollate di spalle.

Sono in generale abbastanza scettico su spot radiofonici e televisivi in quanto ad efficacia su problematiche quali la sicurezza stradale, l'alcool, che sono spesso correlati, ed altre dipendenze.

Ci sono troppi carrozzoni ambulanti in giro per l'italia che fanno le campagne sociali più disparate, con uno spreco di soldi pubblici notevoli.

La loro inefficacia è spesso legata alla mancanza di legami con il territorio e quindi con interventi di continuità che per tematiche di questo tipo sono le sole risposte possibili.

Ci sono troppi "furbetti" che girano per l'Italia con carrozzoni di questo tipo, sottraendo risorse ai territori, continuità ai servizi minimi indispensabili alla prevenzione.

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