Pensieri e risorse per crescere nel mondo degli adulti
In realtà il titolo è fuorviante, perchè potrebbe generare subito o un appassionato slancio di chi si sente sfruttato e maltrattato o dall'altra una critica in stile Ministro Brunetta: fannulloni!
Niente di tutto questo il libro di Cali Ressler e Jody Thompson è la storia di un metodo per migliorare la vita in azienda.
Esce anche in Italia e io vado a comprarlo, perchè da quello che ho letto rispecchia molto la mia filosofia aziendale e anche la mia modalità di lavoro, che si scontra però con un ente pubblico legato invece alla concezione del lavoro ottocentesco.
Su Repubblica cartaceo di oggi ne parla Alessandra Retico, che ringrazio per l'assist, lei snocciola 12 regole per migliorare il lavoro, in questo commento ne ho trovate altre 10 molto simili.
On line non c'è l'articolo per cui vi cito le dodici regole in sintesi:
1.semplificazione delle procedure per l'azienda, il dipendente e il cliente
2. il personale è libero di lavorare come crede
3. ogni giorno può essere sabato
4. ci sono permessi illimitati purchè il lavoro venga svolto
5. il lavoro non è un luogo cui recarsi è qualcosa da fare
6. nessuno parla di ore settimanali lavorate
7. arrivare alle 14 non è essere in ritardo e andare via alla stessa ora non è prima del tempo
8. tutte le riunioni sono facoltative
9. è normale fare la spesa il mercoledì mattina, al cinema il martedì pomeriggio o il pisolino il giovedì pomeriggio
10. non ci sono orari di lavoro
11. nessuno si sente in colpa, stressato o oberato di lavoro
12. nessuno giudica in che modo impieghiamo il tempo
Wow sarebbe un cambiamento di cultura epocale, un sogno, no provate a mettere qualcosa ogni giorno, un piccolo sassolino per il cambiamento, sorridete possiamo farcela.
quasi utopico, ma sicuramente interessante! vi segnalo anche questo curioso sito sul lavoro www.resistenzaumana.it
grazie maria claudia, l'ho quasi finito anche io e ne penso un gran bene, tra l'altro ho un'esperienza diretta che prima o poi racconto qui, ciao
io il libro lo sto leggendo ed è molto interessante. sicuramente nn è un metodo che può essere utiizzato in tutti i settori (penso al commercio9 ma sicuramente è una occasione per riflettere su cosa effettivamente si fa al lavoro. non ultimo ar riflettere sull'ultima provocazione di brunetta e i magistrati a cui rimprovera non essere al lavoro che tre giorni alla settimana. anche qui si cade nell'idea che devi stare in ufficio 8 ore ma non si riflette sul fatto che ci sono modalità di vautazione del lavoro che è diverso dall'orario. certamente la scelta dell'orario sulla produttività ma anche sulla qualità del lavoro svolto è un modo più semplice per valutare il lavoro. appena l'ho finito vi faccio sapere
Si può anche essere che ci si senta sotto pressione, ma credo che inevitabilmente se hai una responsabilità di lavoro non ne puoi fare a meno di mettere in conto un pò di ansia. Credo che questo possa succedere la prima volta o anche diverse volte, sopratutto se cambiamo lavoro o se ci viene affidata unanuova responsabilità. Io però credo che sia oltremodo insopportabile,almeno per me essere legato ad orari standardizzati.
Sicuramente allettante come proposta.
Però mi domando: così il lavoratore non rischia di sentirsi sempre sotto pressione? Certo, non per una questione di orari. Ma per un'altra cosa, un feticcio del mondo moderno: la produttività sempre e comunque. Secondo me la cosa potrebbe rivelarsi addirittura pericolosa.
alle 20:11
aristide
Pollicino, allora ti attendo perchè mi interessa. Gracias