Pensieri e risorse per crescere nel mondo degli adulti
Quando Brunetta si rivela inutile, ecco che le discussioni sulla pubblica amministrazione assumono la serietà e la rispondenza al cambiamento.
Che la pubblica amministrazione abbia bisogno di un forte cambiamento non ci piove, ma non ha bisogno del Brunetta che abbaia alla luna.
Deto questo vi linko questo contributo della Lavoce.info sul decreto di riforma della pubblica amministrazione con interventi di Hinna e Tronti, consulenti del Ministero, e di Pisauro e Visalli che già erano intervenuti su Lavoce.info.
La voce.info interviene anche con una ricerca sull'accesso al posto pubblico in cui si evidenzia che:
"I risultati mostrano che la probabilità di entrare nella pubblica amministrazione aumenta di un considerevole 44 per cento per gli individui il cui padre lavora nel settore pubblico, a parità di istruzione, genere, età, stato civile, area geografica e così via. Nel campione considerato la probabilità di lavorare nel settore pubblico è di circa il 24 per cento. Se il padre è dipendente pubblico tale probabilità sale al 35 per cento, ceteris paribus. E aumenta ancora se anche la madre lavora nel settore pubblico, anche se l'effetto è meno forte. "
Lo studio mette in mostra come così si penalizzi il merito perchè proprio i padri dei meno dotati e competenti si prodighino per far assumere i propri figli, indirizzandoli verso il pubblico impiego.
Una delle soluzioni proposte è quella di incentivare le selezioni del personale per garantire che vengano presi i migliori, aumentando con ciò anche la qualità e l'efficienza della pubblica amministrazione.
Va detto che proprio Tito Boeri e Vincenzo Galassi lo dicono nel libro "Contro i giovani" che in Italia esiste una bassissima mobilità sociale, per cui si finisce per fare il mestiere del genitore o poco più in là, ma questo è ancora un'altro problema.