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L'immigrazione che non viene dal mare

Andrea Garbin avatar Martedì 7 Luglio 2009, 08:05 in giovani e politica di Andrea Garbin

E' indubbio che la campagna della destra in un periodo di crisi economica sia efficace nel momento in cui batte il tasto contro gli immigrati, perchè la percezione facile da intuire è quella di qualcuno che viene a casa nostra a rubarci il posto. 

Ma esistono esempi concreti come quello sulle badanti, perchè noi ne abbiamo bisogno e le polemiche di questi giorni in seno alla maggioranza lo dimostrano.

L’immigrazione che rischiamo di avere, e non ci saranno deterrenti per fermarla, è proprio quella più difficile per il processo di integrazione, mentre delle serie politiche potrebbero favorire chi viene qui per studiare e vuole ritornare nel suo paese perché acquisisce competenze e diventa una risorsa per il proprio paese.

Lo dico perché proprio di recente ho visto concretamente questa possibilità con un progetto europeo sul ritorno degli studenti africani che appartengono alla cosidetta “diaspora africana”.

Creare queste condizioni significa lavorare sulla cooperazione in maniera complessiva, aiuti mirati e strutturali, banche etiche, orientamento professionale, condivisione di buone partiche come quella di Ghana coop .

Così l'articolo che ho letto oggi su Repubblica di Tito Boeri mi sembra una indicazione corretta per affrontare una seria politica che sappia coniugare integrazione e sicurezza, non ho il link a questo commento, ma vi offro due contributi letti su Lavoce.info, che spiegano bene questi concetti.

L'IMMIGRATO CHE VENNE DAL MAREdi Maurizoo Ambrosini sulla realtà dei processi di immigrazione e È L'IMMIGRAZIONE, BELLEZZA , appunto di Tito Boeri.

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