Vietare l'alcool sotto i 16 anni?
Pubblicato da Andrea Garbin alle 15:10 in giovani e dipendenze
Lo dico subito a me il provvedimento del Sindaco di Milano non piace, non mi piace il proibizionismo e sono convinto che non funzionerà. Anche la Moratti dice che:" "ovviamente non basta: le politiche di sicurezza devono essere accompagnate da politiche sociali e strutturali, bisogna dare ai ragazzi la voglia di costruire il proprio futuro e di realizzare i propri sogni. Questa è la parte più difficile, la parte più facile sono le ordinanze".
Il rischio è che rimangano solo le ordinanze perchè il resto non c'è e non si vede come possa esserci, non è solo più facile fare le ordinanze crea anche molto più consenso facile nella popolazione.
Ma non funzionano politiche che non trovano il coinvolgimento di quei ragazzi a cui è rivolta l'ordinanza, sicuramente perchè sarà aggirata tranquillamente, perchè l'alcol è un problema educativo e culturale, che dovrebbe coinvolgere i ragazzi, le loro famiglie e i luoghi della socializzazione.
Un messaggio educativo che fa a pugni come l'ordinanza con tutti i messaggi pubblicitari che passano a tutte le ore sulle televisioni, sui giornali, su Mtv, che fanno espressamente riferimento all'alcol come stato del benessere e dell'allegria.
Fa a pugni anche con l'atteggiamento degli adulti che sull'alcol non hanno niente di educativo da insegnare.
Mi ripeto ma dire bere fa male si fa più danno che altro perchè è l'eccesso del bere che fa male e negare il desiderio non farà che peggiorare la situazione.
Tenete conto che per le campagne di prevenzione e di promozione di stili di vita salutari si spende pochissimo quasi niente e questo è davvero sicuramente più difficile che fare una ordinanza ma la qualità di una amministrazione pubblica si vede anche da queste scelte.
Tag: adolescenti, alcol, cultura, desiderio, Milano, prevenzione, proibizionismo, promozione







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