Pensieri e risorse per crescere nel mondo degli adulti
Trasecolo di fronte alla lettura del quotidiano La Stampa di oggi, a fondo pagina un articolo di Vittorio Sabadin annuncia l'aiuto al vecchio giornalismo e la scomunica di Obama.
La polemica è già vecchia, ma l'articolo è proprio esemplare di un attacco violento del vecchio giornalismo fatto con lo stile di chi argomenta senza dati, senza citazioni, senza riferimenti precisi che aiutino i lettori ad approfondire qualcosa che non viene approfondito.
Anche nella pagina successiva dove vengono ospitate le opinioni, vengono presentate dando risalto alla condanna, quando dagli articoli anche quelli che dovrebbero confermare come quello al Prof. Sree Sreenivasan , ad una lettura attenta non coincide affatto con il titolo dell'articolo, nè con le tesi della Stampa.
Tutti quanti in America tra l'altro concordano sul fatto che la stampa non debba essere sostenuta dal governo, per le evidenti implicazioni che questo comporta per la libertà dell'informazione.
Vale la pena di ricordare che invece qui in Italia i giornali ricevono cospicui finanziamenti, sui quali ad esempio diversi blogger hanno fatto sentire il loro dissenso.
Sarà questo che ha spinto La Stampa a questa uscita sui blogger, oppure una paura neanche troppo recondita di crisi dei giornali?
Io credo che l'informazione possa convivere senza demonizzare nessuno e sull'attendibilità delle notizie dei giornali, come si sa anche per le recenti bufale del corriere, ce ne sarebbero da dire, come del resto sarebbe facile rispondere a Gianluca Nicoletti che tratta i blogger come dive irraggiungibili dell'informazione alternativa.
In un corso di formazione sulla comunicazione ricordo che il relatore di una nota agenzia di Milano riferiva che i commentatori dei giornali spesso non fanno altro che rispondersi e leggersi proprio in assoluta maniera autoreferenziale e che le prime dieci pagine dei giornali sono quelle meno lette in assoluto.
Opinioni sicuramente, ed è forse per questo che vale la pena battersi perchè le opinioni possano continuare a circolare in rete come sui giornali, evitando di proteggere uno status quo che propende per una misera deriva.