Pensieri e risorse per crescere nel mondo degli adulti
Il governo Berlusconi le avrebbe dovute abolire, invece ecco che ne sono arrivate altre 7, tra cui una nelle mia Regione a Fermo.
Forse avrete visto il servizio di Presa Diretta sul pulman che porta i dipendenti a Fermo e sulle indennità di disagio che percepiscono per il passaggio dalla Provincia di Ascoli Piceno a quella di Fermo.
Forse avrete visto i palazzi da costruire per ospitare il nucleo provinciale dei carabinieri ecc., perchè i costi di una Provincia sono veramente incredibili.
Bene, dovete sapere che il mantenimento della province è un fattore bipartisan all'interno della politica.
Politici di destra e di sinistra difendono a spada tratta l'esistenza delle stesse, citando magari quello che di buono viene fatto, che in alcuni casi sarà anche vero ma di fatto non giustifica un altro ente intermedio tra Comuni e Regioni, ma sopratutto che non ne giustifica l'apparato politico e quello amministrativo.
Molto meglio l'idea che diventi un ambito di coordinamento in cui i poltici di riferimento siano i Sindaci dei comuni e il personale preso a rotazione dagli stessi comuni.
Forse parliamo di sogni visto l'attaccamento alla poltrona della politica di destra e di sinistra, ma è meglio continuare a fare sogni, prima o poi ci sveglieremo.
Ci sono province che funzionano discretamente altre malino, alcune malissimo.
La tutela dei piccoli comuni è solo legata agli interessi dei politici eletti, non riesce nemmeno la provincia a farli tanto è che sono stati creati gli ambiti territoriali, ad esempio nel sociale.
Il problema è che anche i piccoli comuni devono imparare a consorziarsi, altrimenti non riusciranno più a gestire nessun servizio.
Di fatto le provincie possono anche restare in piedi ma il costo della politica non è più sopportabile e se prendi ad esempio il caso dei Centri per l'Impiego, il coordinamento delle province si risolve spesso in una immobilità gestionale, magari uniforme sul territorio, ma estremamente burocratica, poco agile e capace di seguire i rapidi mutamenti del mercato del lavoro.
Non tutte le province sono così, ripeto, ma le eccellenze non giustificano il costo.
Che nel "magico mondo delle province" non tutto vada bene è evidente; che gli sprechi siano tanti anche; che la nascita di alcune province sia assurda pure.
Però non sarei del tutto negativo sulla provincia. Un ambito intermedio tra Comuni e Regioni serve eccome: la Regione è troppo grande per sviluppare certe politiche più locali, i Comuni troppo piccoli. Anche l'idea del semplice coordinamento tra Comuni non funziona: nessuna politica può essere sviluppata seriamente con personale a rotazione e soprattutto chi tutela i territori più deboli (Comuni più piccoli, più poveri, con meno risorse) dai territori più forti?
Per questo l'ambito provinciale, magari con forme più snelle e sicuramente evitando le micro-province e i tanti sprechi, è necessario - e non a caso è previsto in quasi tutti i paesi grandi e medi.
Infine non concordo sul fatto che siano solo i politici a voler mantenere le province, in un paese in cui quasi tutte le organizzazioni (partiti, ma anche sindacati, associazioni, gruppi di interesse, ecc...) sono organizzate su base provinciale. La fine delle province creerebbe davvero un terremoto pesante nell'organizzazione del paese - crollo delle poltrone a parte.
alle 00:06
NoirPink - modello PANDEMONIUM
Su una riforma sono assolutamente d'accordo, sulla messa in discussione della loro esistenza no.
Anche per quanto riguarda i consorzi di comuni, occorre sottolineare come questa soluzione possa creare problemi di disparità tra comuni "forti" e comuni "deboli" e non sia sempre il massimo per quanto riguarda il controllo democratico, anzi... La provincia dovrebbe essere utile anche come ambito democratico di coordinamento e co-gestione di servizi.