Pensieri e risorse per crescere nel mondo degli adulti
La povera sora Ferilli ha fatto causa alla ditta per cui faceva la pubblicità: beato chi se lo fa, il sofà. Tormentone a cui non sarete scampati, così tanto che ha indignato anche la romanaccia Sabrina.
Tutto questo sfruttamento della sua immagine richiede un esborso di 5 milioni di euro, che significa causa avviata contro la ditta.
La ditta sta però rilanciando il beato chi se lo fa il sofà, perchè si sa che la pubblicità è una macchina capace di sopravvivere anche a se stessa, triturando velocemente quello che propone di consumare.
Più sotto tra le notizie de La Stampa.it ho trovato che l'Acli di Torino ha intervistato 400 coppie tra i 30 e i 45 anni, coppie giovani che stanno pagando la crisi, l'analisi l'hanno intitolata «Da consumatori a consumati. Giovani famiglie in panne».
Famiglie composte da coppie che hanno lavori e orari precari, che chiedono aiuto a parenti e amici, uno su due ammette di aver rinunciato di recente all'acquisto di una cosa di cui aveva necessità e di non riuscire a mettere da parte quasi nulla mentre tre famiglie su quattro dicono di acquistare regolarmente prodotti a basso costo.
Chissà se qualcuno si volesse fare quel sofà, sora Sabrina?
Mi sono infatti chiesto se sia davvero indispensabile fare la pubblicità, quella che sappiamo essere cretina e anche offensiva.
Magari la risposta potrebbe essere tanto qualcuno la dovrà pur fare, ma forse proprio no, potremmo essere consumatori informati e non tormentati e indignati.