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Le città in gioco per i bambini

Andrea Garbin avatar Martedì 21 Giugno 2011, 14:33 in Giovani e famiglia, giovani e ambiente, giovani e casa, giovani e cultura, giovani e informazione, giovani e partecipazione, giovani e politica, giovani e salute, giovani e scuola di Andrea Garbin

Anche Anna Oliviero Ferraris si è accorta che i bambini non giocano più per strada, bene così, per carità ma davvero nelle nostre città serve una sterzata per ridare la cittadinanza ai bambini.

a piedi nudi nel verdeCon la pedonalizzazione di molti centri storici non è impossibile e sempre più spesso vedo i bambini portati nelle piazze, anche dove non c'è un filo di verde o un albero a ripararli dal sole.rAppena di pochi giorni fa la notizia che la mia Amministrazione ha recuperato i giardini della mia infanzia, con un prato verde che qualcuno ha detto che dovrebbe avere la stessa funzione di Central Park.

Magari siamo un pò provincialotti, il giardino in oggetto ha davvero una estensione limitata e una strada vicino con un consistente traffico.

Rimane il fatto che una signora un pò più giovane di me ha ricordato su un giornale on line locale che quelli erano i giardini della sua infanzia.

Lo erano una decina di anni prima anche quelli della mia infanzia, dove ho imparato ad andare in bicicletta, dove giocavo a pallone, dove andavo sui pattini, dove ho conosciuto le prime ragazzine che mi sorridevano con gli occhi.

Erano i giardini dove giocavamo con le cerbottane, delle canne di plastica legate insieme con lo scotch a una tavola di legno per tirarci i razzetti di carta.

Uno scontro tra bande, dove c'erano anche quelli cattivi, quelli che nessuna mamma permetterebbe di frequentare ai propri figli, ma li sono cresciuto ed ho imparato in quella scuola di vita a conoscere quelli che erano diversi, ma erano ragazzi come me, magari con meno fortuna, anche se la fortuna ha girato in fretta.

Oggi si fanno progetti per mandare a scuola da soli i bambini, si creano ludoteche dove i genitori consegnano fiduciosi i propri figli, ma tutto sembra così maniacalmente organizzato e soffocante per la crescita dei nostri figli.

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23 Giu 2011
alle 07:29

dario petrolati

era da un pezzo

ci avevo fatto caso pure io

e credo anche altre persone

ma ciò che riguarda i ragazzi, i bambini,non colpisce più chè 'ste creature o anche ragazzacci da strada non si vedono più in giro , son tutti chiusi stesi sui divani che giocano veloci , smanettano con le ultime novità giapponesi e simili davanti gli schermi.

Passano ore davanti a questi giochi? partite e guerre tutte per finta fuori da ogni educazione.Difficile trovarne con libri in mano o ascoltare musica.

Sta di fatto che non si vedono più le madri preoccupate gridare chiamarli chè pericoloso è giocare in strada , passano le macchine , ma quali quando?-

Ormai appena nati si affidano ai nonni o si portano nei nidi.Spnp giovani sposi in due lavorano chè ormai uno stipendio-salario non basta più.Si mettono al mondo i figli e si lavora da mane a sera,insomma si torna a casa quando è notte.

Quelle strade polverose rotte storte non finite fatte per giocare senza ore non ci sono più-Ora c'è il progresso che divide unisce raramente tutto di corsa e ci si accorge dopo.

Gli ultimi padroni delle strade, per strada in libertà, siamo stati noi prima che si cominciasse la corsa all'edificazione.

Se questa è vita giusta io non credo, di certo qualcuno ci guadagna,a me non va, ma sono minoraza generazione passata.Il futuro presente è fatto in fretta da qualcuno senza nome.Ragazzi per strada di strada, solo un ricordo che non interessa alcuno.

Cari saluti dario. 

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