Pensieri e risorse per crescere nel mondo degli adulti
Anders Breivik l'autore della strage di Oslo è un pazzo violento o possiamo pensare che le ragioni che hanno determinato l'Olocausto siano ancora presenti nella nostra società come suggerisce Bauman.
Anders Breivik l'autore della strage di Oslo è un pazzo violento o possiamo pensare che le ragioni che hanno determinato l'Olocausto siano ancora presenti nella nostra società come suggerisce Bauman.
Contrariamente a quello che pensa Pierluigi Battista e quello che riprende oggi Magris sul corriere forse vale la pena cercare di capire cosa sia successo in Norvegia, non tanto per rassicurarsi quanto per invece essere preoccupati di quello che accade qui da noi.
Ma non una paura semplice e generica, la stessa che ha mosso anche il giovane Breivik, ma la consapevolezza che ascoltare Borghezio che dice che le idee del giovane sono un patrimonio comune di numerose forze politiche non è solo sconcertante.
Sarà perchè ho appena finito di leggere Modernità e Olocausto di Zygmunt Bauman e che quindi la mia interpretazione sociologica ne sia condizionata, ma credo che nell'analisi di Bauman possiamo trovare molte spiegazioni e nuovi interrogativi.
L'immagine raccontata di un ragazzo che implora l'assassino, le stesse parole di Feltri su come sia possibile che cento e più persone non riescano a fronteggiare un solo uomo benchè armato, mi hanno suscitato nuove domande su che cosa sia la morale oggi e quale idea di morale possa aver avuto Breivik, perchè una ce ne ha sicuramente e vedrete che non è molto distante da quella dello stesso Borghezio o da altri rappresentanti europei dell'estrema destra.
Questo non significa e non trasforma automaticamente Borghezio e altri in potenziali assassini e stragisti ma probabilmente ci conferma l'inquietudine di una società moderna che come dice Bauman ha nella sua modernità e nella sua ingegneria sociale le ragioni che hanno creato l'olocausto e che continuano a essere presenti nei periodi di crisi.
Ho pensato anche a Breivik nella accezione di Bauman tra prossimità e distanza,per capire come si possa uccidere senza provare turbamento.
In particolare mi ha colpito il fatto che dai suoi 16 anni non abbia più avuto contatti con il padre che dice di aver avuto solo sporadici contatti con lui da bambino.
Pure sibillina appare la frase del padre: «Dovrò vivere con questa vergogna per il resto della mia vita, la gente mi collegherà sempre a lui».
Quale era e quale è la morale del padre di Anders e cosa può avergli trasmesso?
Difficile immagino considerare un paragone tra l'Olocausto e la strage di Oslo, ma quello che dice Bauman ci può aiutare: "Il male è intrinseco in ogni società e non è legato ai tratti di un determinato individuo. Le SS non erano soggetti malati o reclutati in maniera particolare, erano, come spiega anche la Arendt, persone normalissime. Non è da escludere che molti fossero inclini alla crudeltà ma, più in generale, agivano all'interno di un sistema che li aveva de-responsabilizzati, che li aveva privati di una morale e che li autorizzava ad agire per un ordine superiore ed indiscutibile. Ovviamente ciò non basta a giustificare nulla, serve semplicemente a comprendere quali meccanismi scattano nella mente di un individuo nel momento in cui certe barriere morali vengono neutralizzate e certi comportamenti, atti a generare sofferenze atroci ad altre persone, vengono posti in atto. Non esistono sensi di colpa, non esistono preoccupazioni morali semplicemente perché le condizioni lo consentono."
alle 22:36
Notizie del Futuro
Trovato un nuovo vademecum di Anders Behring Breivik, che ne spiegherebbe la relazione con Borghezio…
http://notiziedelfuturo.blogspot.com/2011/07/reconquista-criminale.html