Pensieri e risorse per crescere nel mondo degli adulti
Qualche giorno fa a Fano hanno celebrato la notte bianca con uno stupro di una ragazzina di quindici anni ad opera di tre ragazzi diciassettenni di Città di Castello.
Sul caso come spesso accade si registrano le solite scontate posizioni, la difesa dei ragazzi dice che la minore era consenziente, il Sindaco e il Vescovo di Città di Castello parlano di ragazzi di famiglie perbene.
Il Vescovo si spinge anche oltre e parla nel merito forse anche troppo, anche se poi recupera sulla necessità di riconsiderare l'aspetto educativo.
Poi entra in ballo l'alcol e le feste in cui tutto è permesso, o almeno c'è qualcosa che lo fa pensare.
Continuo a rimanere disturbato da cartelloni pubblicitari che ho visto anche stamattina sullo stesso giornale che parlava della violenza di Fano, si prepara un nuovo fine settimana in cui la birra sarà la protagonista della festa, il manifesto lo dice chiaramente: birra a volontà.
Dobbiamo partire da lontano, non so quanti siano disposti a farlo tra genitori, vescovi, polizia, commercianti, educatori, giornalisti, menefreghisti, avvocati e giudici.
Quanto siamo disposti a ragionare sulla società dei consumi, sui modelli che propone, quale è l'idea del successo, oppure ci accontentiamo dei proclami dei politici, che ci rassicurano con i loro vertici interistituzionali sulla sicurezza delle città.
Oppure ci consoliamo con le campagne pubblcitarie che costano fior di soldoni ma non sono mimimamente in grado di battere i messaggi subliminali dellla pubblicità del consumo.
Sabato scorso Caparezza ha tenuto incollati nella mia città al termine del Caterraduno 50.000 persone e non è successo niente.
Tra dieci giorni la notte bianca proporrà come l'anno scorso diversi adolescenti e non, ubriachi al limite del coma etilico.
Mettere le mani in queste situazioni può sembrare complicato, lo è sicuramente ma possiamo dobbiamo farlo, partendo da una cosa che mi piace ovvero quello che diceva Giulia Sissa: "Mettiamoci a sedurre uomini, conquistare donne, guadagnare denaro, scrivere un libro". Un modo per dire: non ripudiamo il nostro desiderio, ma, per evitare che, dall'abisso della negatività che lo costituisce si faccia insaziabile e cerchi nella droga o nel farmaco quel piacere negativo che consiste nel riempire la "giara bucata", facciamolo passare attraverso le persone e le cose. Dopo tutto - ed è appunto il dopo che conta - si gode di più.Il piacere va quindi assecondato, non negato. Si tratta solo di indicargli la via come l'auriga di cui parla Platone la indica al cavallo indomito. Questo per dire che le campagne pubblicitarie che con le loro minacce e con le loro raccomandazioni tautologiche - just say no "dì di no e basta" - mancano di efficacia perché, trascurando la natura del desiderio e la qualità del piacere, dicono cose in cui sono del tutto trascurati gli incanti della vita. E ognuno sa che senza incanti la vita non ha più voglia di vivere.
Ecco allora che mi sento di dire che abbiamo bisogno di meno notti bianche di successo e di più giorni e notti pieni di colori, dove il successo non faccia rima con eccesso, con il furto del sesso, dove non doversi giocare tutto in una notte bianca perchè il domani sarà tutto grigio.