Pensieri e risorse per crescere nel mondo degli adulti
Ho appena terminato di leggere il bel libro di Giuseppe Desiati, l'ho riportato in biblioteca, ma mi è rimasta dentro la voglia di andare su lu Capu, girare per i paesi del salento e immergermi negli odori e nei sapori di quella terra.
Ternitti è un romanzo intenso, di passioni, di vita e di morte, di denuncia civile, di genere, dell'amianto che uccideva e continua ad uccidere, di emigrazione, di lavoro e d'amore.
Si parla di padri che non sanno essere padri e di madri che lo sanno, di figli storti ma vivi.
Si legge senza soluzione di continuità e senza affanno, ma sei lì che giri pagina dopo pagina e le parole ti entrano dentro e trovano il loro posto nella tua testa e nel tuo cuore.
Quando lo finisci sai che vorresti ricominciare daccapo oppure come è successo a me provare una gran voglia di immaginare una sera su un piccolo capanno a discesa sugli scogli dell'Adriatico.
Ma c'è molto di più c'è la storia di una popolazione che ha subito l'ingiuria del tempo e dell'emigrazione, che cercava la dignità di un lavoro e ha trovato la vergogna dei padroni del cemento.
E' una storia che lego agli operai della Sacelit di Senigallia, la mia città, se guardo dalla finestra del mio ufficio vedo il porto e di fianco al porto quello che resta dell'area dove sorgeva la Sacelit, quand'ero ragazzo sentivo a mezzogiorno la sirena che segnava la pausa giornaliera per gli operai.
Ora in quell'area sorgerà un quartiere residenziale, dove c'era l'amianto,dove centinaia di operai hanno respirato quelle fibre maledette e ne hanno pagato le conseguenze.
Su questo blog di Carlo Montanari, uno degli operai della sacelit, potete leggere la storia della Sacelit, del perchè tanti operai sono morti negli ultimi tempi per aver addirittura mangiato sopra l'amianto, rassicurati dalle maestranze.